Parole

Il bisogno di risonanza

Immagina di essere seduto davanti a una persona cara. Le parli, sorridi, cerchi il suo sguardo, ma lei ti risponde con un viso completamente immobile, inespressivo e freddo. Questo scenario è il cuore dello Still Face Experiment, ideato da Edward Tronick nel 1975.

In questo esperimento, dopo una fase di felice sintonizzazione, alla madre viene chiesto di mantenere per tre minuti un volto impassibile, ignorando i segnali del figlio. In pochissimi secondi, il neonato nota la frattura, tenta di riagganciare la madre con sorrisi e gesti, e infine cade in uno stato di profonda agitazione e impotenza.

I bambini non hanno bisogno solo di cura fisica e cibo: necessitano di risonanza emotiva per sentirsi sicuri ed esistere nella relazione.

Questo studio descrive la necessità fondamentale del rispecchiamento reciproco. Oggi, nell'era digitale, è diventato di grandissima attualità per spiegare gli effetti della technoference: la continua interruzione delle interazioni familiari a causa degli smartphone e delle notifiche.

Anche se siamo fisicamente nella stessa stanza, se il nostro sguardo è rapito da uno schermo il nostro volto si spegne e diventa inespressivo, ricreando involontariamente per il bambino l'effetto del viso immobile. Custodire spazi di sintonizzazione reale, liberi dalla tecnologia, è il primo dono per la loro sicurezza affettiva.

Micro-azione

Crea finestre quotidiane rigorosamente libere dal digitale (durante i pasti, a tavola o prima di andare a dormire). Quando tuo figlio ti rivolge la parola o cerca un contatto visivo, posa deliberatamente lo smartphone, girati verso di lui e offrigli un volto partecipe, capace di rispondere alle sue espressioni.

Fonti: Tronick et al. (1978), The infant's response to entrapment in face-to-face interaction. McDaniel & Coyne (2018), Technoference: Parent Distraction With Technology, DOI.