Parole
La trappola dei complimenti
A ogni genitore viene spontaneo complimentarsi con i figli. Esclamazioni come "sei un genio!", "sei bravissima!" o "sei il migliore" appaiono come il modo più immediato per infondere fiducia in se stessi. Tuttavia, la ricerca in ambito neuropsicologico evidenzia che gli elogi indirizzati alle doti personali innate nascondono un'insidia emotiva non trascurabile.
L'ansia causata dalla lode condizionata
Álvaro Bilbao spiega che quando definiamo un bambino "intelligente" o "portato", il suo cervello associa l'affetto e la stima dell'adulto a quella specifica etichetta. Di riflesso, il piccolo inizierà a temere le prove più impegnative: fallire in un compito significherebbe smentire il giudizio positivo del genitore e rischiare di perdere la sua approvazione.
Questo circolo vizioso genera dipendenza dal riscontro esterno e ansia da prestazione scolastica. Il bambino smette di agire spinto dal piacere della scoperta (motivazione intrinseca) e orienta i propri comportamenti al solo ottenimento del plauso (motivazione estrinseca), svuotando il valore dell'esperienza di apprendimento.
Elogiare le qualità personali fisse rende fragili dinanzi all'errore. Incoraggiare l'impegno profuso edifica una mente aperta e flessibile.
Dalla valutazione all'incoraggiamento del processo
Per supportare la crescita emotiva e cognitiva dei figli senza imprigionarli in categorie rigide, è utile sostituire il complimento valutativo con l'incoraggiamento descrittivo:
- Descrivere oggettivamente: Invece di esprimere un verdetto ("sei un artista!"), descrivi i fatti: "Hai riempito tutto il foglio usando colori molto caldi". In questo modo, stimoli il bambino a osservare e auto-valutare il proprio lavoro con orgoglio autonomo.
- Valorizzare lo sforzo e la strategia: Focalizza l'attenzione sul percorso compiuto: "Si vede che hai provato molte volte prima di riuscire a incastrare questo pezzo", oppure "Hai trovato una strategia interessante per risolvere questo problema".
- Garantire amore incondizionato: L'autostima più profonda non fiorisce in seguito a elogi costanti, ma poggia sulla stabilità di sentirsi accolti e amati a prescindere dai successi o dai fallimenti scolastici e sportivi.
Micro-azione
Al prossimo successo di tuo figlio, evita complimenti generici sull'identità ("sei un campione"). Riformula la frase descrivendo l'impegno o la gioia provata ("hai corso tantissimo e ti sei divertito molto con i tuoi amici, si vede che sei felice del risultato"). Lo aiuterai a vivere libero dall'ansia del giudizio altrui.
Fonti: Bilbao, A. (2015). Il cervello dei bambini spiegato ai genitori. Traduzione italiana edita da Salani Editore.