STEM
Tecnologia come gioco di famiglia
La tecnologia può entrare nella vita di un bambino in due modi molto diversi: come schermo che cattura, oppure come oggetto da capire, costruire, smontare, programmare e raccontare.
Non serve fare lezioni pesanti. Si può costruire un labirinto, programmare un piccolo robot, disegnare una mappa, ordinare foto di famiglia in una pagina, chiedere "secondo te come funziona?" davanti a un oggetto rotto.
La tecnica diventa più vicina quando è una cosa che si fa insieme.
Questo è importante soprattutto per chi rischia di ricevere meno inviti impliciti verso informatica, ingegneria, logica e costruzione. Non bisogna trasformare ogni gioco in una carriera futura: basta rendere quel mondo frequentabile, normale, aperto.
Una bambina non deve diventare tecnica per compiacere un genitore. Ma deve poter scoprire che la tecnologia è anche sua, se la incuriosisce. Un bambino non deve rinunciare a cura e storie per amare i robot. Possiamo tenere insieme tutto.
Micro-azione
Prendete un oggetto semplice e fate tre domande: a cosa serve, quali parti ha, che cosa succede se una parte manca?
Fonti: Uttal et al. (2013), The malleability of spatial skills, Psychological Bulletin, DOI. Wai, Lubinski & Benbow (2009), Spatial ability for STEM domains, Journal of Educational Psychology, DOI.