Parole
Parole che aprono
Le parole degli adulti non programmano un bambino. Però si accumulano. Diventano clima, specchio, aspettativa. Un complimento ripetuto mille volte può diventare una piccola teoria su chi si è.
Dire "sei bella" o "sei forte" non è sbagliato. Il punto è la dieta complessiva delle parole. Se a una bambina diciamo soprattutto che è carina, dolce e composta, e a un bambino soprattutto che è coraggioso, capace e avventuroso, rischiamo di indicare strade diverse anche quando non era nostra intenzione.
Una frase buona non chiude l'identità: apre una possibilità.
La ricerca sulla lode suggerisce prudenza con i complimenti centrati su qualità fisse, come "sei intelligente". Possono aumentare la paura di sbagliare: se il valore dipende dall'essere bravi, l'errore diventa una minaccia. Meglio nominare strategie, impegno, curiosità, attenzione, coraggio, collaborazione e capacità di riprovare.
Esempi semplici: "Hai provato una strada diversa", "Ti sei accorto dell'errore", "Hai costruito un piano", "Hai chiesto aiuto nel momento giusto", "Il tuo corpo ha imparato un movimento nuovo".
Micro-azione
Per un giorno, prova a fare tre complimenti non estetici: uno su una strategia, uno su un tentativo, uno su un gesto di cura o collaborazione.
Fonti: Mueller & Dweck (1998), Praise for intelligence can undermine children's motivation and performance, JPSP, DOI. Henderlong & Lepper (2002), The effects of praise on children's intrinsic motivation, Psychological Bulletin, DOI.