Parole

Il tennis delle relazioni

Per illustrare come si sviluppa il cervello di un neonato, gli scienziati del Center on the Developing Child dell'Università di Harvard ricorrono a una efficace metafora sportiva: il tennis o la pallavolo. È il modello dell'interazione reciproca definita Serve and Return (lancia e rispondi).

Un bambino piccolo lancia di continuo palle invisibili: fa un piccolo verso, sorride, indica un oggetto, emette un pianto o fissa lo sguardo su di noi. Quando l'adulto risponde a questo lancio — ricambiando il sorriso, nominando l'oggetto indicato, rispondendo a parole o cullandolo — lo scambio si completa. Questa interazione coordinata è la scintilla biologica che consente ai neuroni del bambino di stabilire connessioni forti.

La cosa bella è che non serve essere genitori spettacolari. Il "lancio e risposta" vive in micro-momenti: il bambino guarda la luce sul muro e l'adulto dice "hai visto la luce"; il bambino batte un cucchiaio e l'adulto risponde "fa rumore"; il bambino si gira verso un cane e l'adulto nomina "cane". Sono scambi brevi, ma ripetuti centinaia di volte.

Gli scambi quotidiani e reciproci sono i mattoni biologici che edificano la complessa struttura del cervello infantile.

Cosa accade quando il lancio cade nel vuoto? Se l'adulto ignora i tentativi di comunicazione del bambino, magari perché catturato dallo schermo di uno smartphone, lo sviluppo delle connessioni sinaptiche subisce un rallentamento. Non servono costosi software educativi: il nutrimento più importante per la mente di un neonato è la presenza attenta di un adulto pronto a rimandare indietro la palla.

Naturalmente nessun adulto può rispondere sempre. Si cucina, si lavora, ci si stanca, si perde la pazienza. Il punto non è essere disponibili a ogni secondo, ma costruire una trama abbastanza prevedibile: spesso ti vedo, spesso ti rispondo, spesso il tuo segnale produce una relazione. È questa ripetizione che rende il mondo comprensibile.

Un esempio: durante il cambio pannolino il bambino scalcia e vocalizza. Invece di fare tutto in silenzio e in fretta, puoi trasformare quel momento in dialogo: "Hai alzato il piede", pausa; "adesso mettiamo il calzino", pausa; "mi stai guardando". Non è intrattenimento: è dare ritmo, parola e risposta a un gesto quotidiano.

Questo scambio a due non favorisce solo l'intelligenza o l'acquisizione del linguaggio. Costruisce nel bambino una profonda sicurezza emotiva e fiducia nell'ambiente circostante. Sapere che i propri segnali ricevono sempre una risposta accogliente insegna al piccolo di essere visto, stimato e degno d'amore.

Micro-azione

Fai attenzione ai segnali di comunicazione di tuo figlio. Quando indica qualcosa, commenta con calore ("Guarda, che bel cane!"); quando fa un versetto, rispondigli con lo stesso tono. Metti da parte lo smartphone durante questi scambi: in quei pochi secondi stai fisicamente partecipando alla costruzione delle sue sinapsi.

Fonti: Center on the Developing Child at Harvard University, Serve and Return, link.