Parole

Correggere senza etichette

Correggere non significa far sentire un bambino sbagliato. Significa aiutarlo a vedere un comportamento, capirne l'effetto e trovare un modo migliore per riparare o riprovare.

C'è una differenza enorme tra "sei cattivo" e "questo gesto fa male"; tra "sei pigra" e "oggi hai fatto fatica a iniziare"; tra "sei sempre il solito" e "adesso rimettiamo a posto quello che hai lanciato".

Una buona correzione chiude il gesto sbagliato, non la persona.

Le etichette sono comode per l'adulto, ma pesanti per un bambino. Ripetute nel tempo possono diventare copioni: se tutti mi vedono come disordinato, capricciosa, difficile o svogliato, perché dovrei provare a essere altro?

Una correzione utile è breve, concreta, rispettosa. Ferma il comportamento, indica l'alternativa e, quando c'è un danno, accompagna alla riparazione: "Non si tira. I giochi possono fare male. Ora li raccogliamo. Poi mi dici che cosa ti ha fatto arrabbiare".

Micro-azione

Quando stai per dire "sei...", fermati e prova a descrivere il fatto: "in questo momento hai..." oppure "questo gesto...".

Fonti: Darling & Steinberg (1993), Parenting style as context, Psychological Bulletin, DOI. Gershoff & Grogan-Kaylor (2016), Spanking and child outcomes, Journal of Family Psychology, DOI.