Parole
La voce del proprio "no"
Nella cultura educativa tradizionale, l'obbedienza incondizionata viene considerata il massimo traguardo pedagogico. Un bambino che esegue ogni ordine senza esitare viene descritto come "esemplare". Eppure, Álvaro Bilbao, nel saggio Il cervello dei bambini spiegato ai genitori, ci invita a riflettere: un bambino al quale viene negata la possibilità di dissentire in famiglia rischia di diventare un adolescente incapace di dire "no" davanti alle pressioni del gruppo o in contesti rischiosi.
Perché allenare l'assertività
L'assertività è la capacità di esprimere le proprie opinioni, emozioni e bisogni in modo onesto, calmo e rispettoso, senza scivolare nella passività (compiacere gli altri ignorando se stessi) o nell'aggressività (prevaricare l'interlocutore).
Questa competenza non è innata: richiede esercizio a livello prefrontale. La corteccia ha bisogno di allenarsi a porre confini interpersonali sani. Quando i genitori reprimono ogni dissenso dei figli facendo appello al principio di autorità ("si fa così perché lo dico io"), impediscono la maturazione di questa preziosa risorsa protettiva.
Insegnare l'assertività significa legittimare la voce del bambino. Imparare a porre sani limiti in famiglia prepara a tutelare la propria integrità nel mondo.
Come incoraggiare l'assertività nella quotidianità
Per supportare lo sviluppo di un pensiero autonomo e asertivo, i genitori possono adottare alcune strategie:
- Legittimare il rifiuto rispettoso: Se tuo figlio si oppone a una tua richiesta di routine, non reagire con irritazione. Accogli la sua prospettiva ("capisco che preferiresti continuare a giocare") e offri opzioni di scelta per stimolare la sua capacità decisionale ("dobbiamo uscire: vuoi mettere la giacca verde o quella blu?").
- Dare spazio ai bambini timidi: Nei contesti di gruppo o durante i pasti in famiglia, sollecita l'opinione dei bambini più introversi. Rivolgiti a loro con domande aperte, dimostrando che il loro punto di vista è prezioso ed ascoltato con interesse.
- Insegnare la negoziazione: Quando si verifica un conflitto con i coetanei per un giocattolo, non imporre una soluzione dall'alto. Aiuta i bambini a formulare proposte di compromesso e a esprimere i propri desideri senza ricorrere alla violenza fisica o verbale.
Micro-azione
Alla prossima opposizione di tuo figlio su una decisione non fondamentale, evita di imporre il silenzio. Ascolta le sue motivazioni e guidalo a esprimerle in modo calmo ed efficace ("Capisco che ora non vuoi riordinare. Troviamo un accordo: finisci la tua costruzione e poi sistemiamo insieme tra dieci minuti?"). Lo allenerai a far sentire la propria voce.
Fonti: Bilbao, A. (2015). Il cervello dei bambini spiegato ai genitori. Traduzione italiana edita da Salani Editore.